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Archive for the ‘Opere da ricordare’ Category

Monkey Island

Posted by wladipedia su 5 aprile, 2010

Money Island, 1 e 2! Da un altra epoca di videogiochi, come la definisco io “pioneristica”; con una grafica di 256 colori o 16 in 320×240 pixecl ci ha regalato momenti dal fascino unico e inimitabile, e la fantasia del giocatore aveva ancora molta importanza.

Chissà quanti ancora potrebbero riuscire ad apprezzere certe emozioni.

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Santo subito!

Posted by wladipedia su 26 marzo, 2010

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Tengen Toppa Gurren-Lagann

Posted by wladipedia su 22 ottobre, 2009

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Sfondamento dei cieli Gurren Lagann

  • Recensione

Dopo essermi gustato l’intera serie con il favoloso doppiaggio giapponese (sottotitolata) non posso che avere parole di elogio per la Gainax che ha spremuto lo spirito dei vecchi cartoni robot giapponesi riproponendo un opera in maniera ancora più esaltante e divertente. La storia non sarà quello che può sembrare dalle prime puntate.

I più amatori del fumetto e dei vecchi anime non potranno che apprezzare lo stile fumettistico di molte scene (vedi seconda immagine sopra), mentre dovrete dimenticare la vostra razionalità e le vostre critiche adulte su “questo non è fisicamente possibile” ecc.. Lasciate prendervi dalla passione e dalla fantasia dela storia. L’anime infatti non ha quello stile robotico all’ Evangelion, che propone un ipotetico futuro e una ipotetica tecnologia avanzatissima ma credibile, questo che avete davanti è tutt’altro, un anime in stile Shin Getter Robot The Last Day, d’ azione, di passione, schizzato e divertente, ma mai eccessivo ed a volte commovente. E come nella migliore tradizione dei bei cartoni giapponesi il cattivo non è mai il cattivo per antonomasia ed ogni personaggio ha una sua umanità e un suo senso logico, da questo non ne può che beneficiarne la storia che diventa appassionante e seguibile.

Ed infine voglio elogiare l’animazione che è semplice, dinamica e veloca. Non si spreca nei dettagli e ricorda quello stile anni 80 di Mazinga o Jeeg Robot, le trasformazioni, le unioni. I robot hanno le loro “espressioni” e danno forma al carisma del pilota, praticamente agli antipodi cè Patlabor. Le musiche, molto belle. Il finale mi ha commosso.

  • Informazioni

Al momento sta andando in onda sul digitale terrestre di Rai4, ma a novembre dovrebbe uscire anche il DVD in italiano della prima metà della serie.

È stato prdotto anche il lungometraggio come potete vedere dal primo trailer qua sotto, ma non consiglio di guardarlo se non prima di essersi gustati tutte le 27 puntate. Il lungometraggio non è altro che un riassunto della prima metà della serie senza variazioni significative però molti aspetti ed episodi divertenti vengono a mancare. Le scene dei combattimenti finali contro i tre generali rimasti che nella storia sono separate, nel lungometraggio si svolgono in un unico contemporaneo duello, è l’unica differenza.

Ulteriori informazioni potete trovarle su: http://it.wikipedia.org/wiki/Sfondamento_dei_cieli_Gurren_Lagann

Trailer cinematografico

(ATTENZIONE! Contiene spoiler!)

Trailer ufficiale giapponese

Trailer in Italiano

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Finalmente, TOTORO al cinema!

Posted by wladipedia su 1 settembre, 2009

Il film uscirà il 18 settembre 2009 nelle sale italiane

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Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Il_mio_vicino_Totoro

  • Significati

Totoro è la metafora della vita, interpretato spesso come uno spirito kami shintoista: la sua casa, l’albero di canfora, è un jinja, santuario shintoista con un torii e delimitato da shimenawa, corde di paglia di riso intrecciata usate per la purificazione rituale nella religione shintoista. In realtà non si riesce a distinguere la «realtà» dal «sogno», in tutto il lungometraggio: ad esempio la notte dell’arrivo di Totoro nel giardino delle bambine i germogli crescono fino a diventare un albero colossale, che il giorno dopo sparisce e lascia il posto a dei normalissimi germogli, lasciando alle bambine il dubbio che nulla sia realmente accaduto nella notte. La “Nonnina”, non a caso, non ha un nome: sembra essere l’archetipo della nonna comprensiva e buona che si prende cura dei bambini con infinite riserve di amore, che trae dal proprio rapporto sereno con la natura, dimostrato dal suo giardino, che è un «monte di infiniti tesori», frutti della terra addirittura miracolosi.

Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Hayao_Miyazaki

  • L’ autore Hayao Miyazaki

Regista, autore di numerosi cartoni animati e di manga (fumetti giapponesi), Hayao Miyazaki ha conosciuto con le proprie opere un enorme successo in patria, accolto con entusiasmo da pubblico e critica, ma in occidente è rimasto a lungo poco conosciuto fuori dagli ambiti specializzati.

L’Orso d’oro per la La città incantata nel 2002 ed il premio Oscar per il miglior film d’animazione ottenuto con la stessa pellicola nel 2003 (questo non ritirato personalmente per protesta contro la guerra in Iraq[3]), hanno consacrato Miyazaki tra i maestri assoluti dell’animazione mondiale. A conferma di ciò anche il Leone d’oro alla carriera assegnato durante la 62a Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

  • Tematiche

« La filosofia di Miyazaki unisce romanticismo e umanesimo a un piglio epico, una cifra di fantastico visionario che lascia sbalorditi. Il senso di meraviglia che i suoi film trasmettono risveglia il fanciullo addormentato che è in noi. »

(Marco Müller, direttore della Mostra del Cinema di Venezia parlando di Hayao Miyazaki)

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L’ inimitabile Miyazaki ci dona Ponyo!

Posted by wladipedia su 20 marzo, 2009

Aggiornamento 21/03/2009

PONIO SULLA SCOGLIERA

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LA RECENSIONE DI WLADIPEDIA

Sicuramente un bellissimo anime, come Miyazaki sa fare, molto migliore del Castello errante di Howl il quale mi è sembrato visivamente bello ma dallo storyboard tirato via e confuso, che stenta a decollare. Non aspettatevi i livelli della città incantata, ma se vi è piaciuto il capolavoro ponyo_in_mare_02Totoro, potrete respirare nuovamente quelle atmosfere semplici e fantasiose.fauna

L’anime è dedicato forse a un pubblico più fanciullesco ma con un arte e passione apprezzabili ad ogni età, come è apprezzabile il cambiamento artistico che tende a rinnovarsi, abbandonando lo stile raffinato e particolareggiato dai colori forti e vivaci e puntando ad una colorazione più tenue con sfondi che a volte sembrano disegnati con le matite da un bambino rimanendo però sempre bellissimi e perfettamente integrati con l’animazione.auto

La storia, molto semplice e godibile si apprezza anche per la cura nel dettagliare le azioni del protagonista, come quando Sosuke cerca di nascondere il secchio o quando parte con la barca insieme a Ponyo.fujimoto_e_ponyo

Oniriche alcune scene; come quella della mamma con il figlio in braccio sopra la barca dove Sosuke e Ponyo incontrano a metà della loro navigazione e con i quali si fermano a parlare.

Il volo; non manca l’accenno, come si vede dal promo, il protagonista sembra volare via con il vento durante la tempesta ma viene ripreso dalla madre. Allo stesso modo sembra quasi volare Ponyo mentre corre e salta sulle onde per raggiungere Sosuke.casa_del_girasole

Il pubblico? Purtroppo la misconoscenza di questo grande maestro dell’animazione giapponese nel nostro paese e gli orari proposti per la visione del lungometraggio (all’ Europlex UCI Cinema d’Arezzo solo il pomeriggio) potrebbero farvi finire in una sala piena sopratutto di bimbi, ma va bene lostesso.cibo

CURIOSITA’

Il villaggio sul mare in cui vive Sosuke è ispirato alla cittadina di Tomonoura, in cui Miyazaki visse per due mesi nel 2004. L’aspetto di Sosuke invece riprende quello di Gorō Miyazaki, figlio di Hayao, quando aveva 5 anni.

sosukecasatsunami

http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56806

[…] Contro il riduzionismo che colpisce tutto il cinema di animazione, definito sbrigativamente dai senza anima “cartoni animati”, si leva in alto e sopra e sotto la superficie del mare Ponyo sulla scogliera di Hayao Miyazaki. Mai rassegnato all’impiego della tecnologia digitale, il regista nipponico “sospende” la computer graphic e restituisce la complessità salata del mare con la matita e settanta artisti che hanno disegnato a mano centosettantamila disegni. […]

http://filmup.leonardo.it/gakenouenoponyo.htm

[…] Ogni opera prodotta dal genio di Hayao Miyazaki, ogni storia venuta fuori dalle sue matite è sempre un vero successo, ed è capace di colpire al cuore e tirar fuori il bambino che cè in ognuno di noi, aprendo e liberando il cuore da ogni peso. […]

http://blog.screenweek.it/2009/03/ponyo-sulla-scogliera-la-recensione-in-anteprima-37812.php

[…] Si dice che non ha un pubblico chiaro. Che i suoi film sono per bambini ma hanno contenuti troppo adulti e che però siano troppo infantili per gli adulti. La verità è che non è vero che i film di Miyazaki non sono adatti al nostro pubblico, ma che il nostro pubblico (adulto e infantile) si rifiuta di lasciarsi piegare dalla mancanza di certezze e punti fermi di questo cinema straordinario che spiazza e commuove. […]


Pubblicato da wladipedia su 28 Novembre, 2008

Ponyo il nuovo lungometraggio di Hayao Miyazaki. Uscito nelle sale Giapponesi a questo luglio 2008 DOVREBBE arrivare in Italia a marzo 2009 distribuito dalla Luky Red, mentre Totoro a Maggio 2009. Ecco la fonte.

Miyazaki ha sempre fatto sognare il proprio pubblico con suoi lungometraggi animati di una bellezza e stile inimitabile. Straordinaria è la sua capacità di realizzare ogni volta un capolavoro e poche sono le persone che conoscendolo non lo apprezzano. Le musiche, le animazioni, i disegni, le storie, hanno qualcosa di magico e fanciullesco, realizzate con una fantasia difficilmente uguagliabile e personalmente ritengo che siano un gradino sopra a tutte le altre opere cinematografiche Disneyane e non.

Miyazaki alla prima proiezione di Ponyo:

IL TRAILER:

Che nessuno osi scaricarselo! Abbiate rispetto del sacro e facciamo la nostra rispettosa offerta al Divino per ciò che ci viene donato dall’ alto dello Studio Ghibli.

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Valzer con Bashir

Posted by wladipedia su 22 gennaio, 2009

http://www.luckyred.it/valzerconbashir/

VOTO: 10 (su 10)

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Nella foto il regista e il protagonista
del film d'animazione Ari Folman.

CRITICA

Bello, bellissimo. Non capita spesso di vedere un film così, che vi meraviglia, commuove e lascia un emozione forte difficile da dimenticare. Sono quei flim più unici che rari, che si distaccano dalla monotonia dei format ormai sperimentati, quei film che escono al cinema quasi all’ombra dei grandi titoli commerciali ma voi decidete lostesso di andare a vederlo perchè vi ha incuriosito, e senza sperarlo ne rimanete positivamente stupiti. Qua ad Arezzo è uscito nel piccolo cinema Eden, ma non nelle grandi sale dell’ Europlex e questo mi dispiace molto.

Il film è realizzato con uno stile ed un animazione molto particolare, a volte “meccanica”, quasi le immagini fossero state “strappate dal fumetto” ed animate. Se nei primi momenti può stonare e non piacere, poi non è più importante, le immagini, le musiche ed i flashback del personaggio vi assorbiranno completamente nello strepitoso racconto.

Non è il solito film di guerra, non è un animazione per bambini creata per raccontare una evento terribile. Tecnicamente favoloso e “sperimentale” racchiude realisticità e drammaticità ricostruita attraverso i ricordi del protagonista ma lasciando allo spettatore le senzazioni e le riflessioni che riesce magistralmente a far scaturire senza cadere in commenti narrativi o scene d’azione esagerate. Semplice, bello, vero.

AMBIENTAZIONE STORICA

Settembre 1982. Guerra civile libanese. Bashir Gemayel, primo ministro del Libano, cade vittima di un attentato dei palestinesi. Le truppe falangiste cristiane piangono il loro ‘idolo’ e danno il via alla più atroce delle rappresaglie. Circa alle ore 18:00 di giovedì 16 settembre i falangisti cristiani entrano nei campi dei profughi palestinesi di Sabra e Chatila. L’ordine è di fare fuoco contro tutto e tutti, cadono indistintamente uomini, donne, vecchi e bambini. Successivamente le autorità libanesi dichiararono 460 vittime. I servizi segreti israeliani ne stimarono circa 800. La Croce Rossa calcolò dai 1000 ai 1500. Fonti filo-palestinesi ne contarono 3500. A quell’epoca Ari Felman, autore del bellissimo film Valzer con Bashir, aveva 19 anni ed era di stanza a Beirut con l’esercito israeliano corso ad appoggiare i cristiano-maroniti contro i filo-palestinesi.

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AMICI MIEI

Posted by wladipedia su 13 gennaio, 2009

A mio parere il più bel film della commedia italiana. Significativo e ricco di passione, grandi attori e favolosi scenari della Firenze e della Toscana degli anni ’70 e ’80.

  • AMICI MIEI

Una delle scene più significative (seconda scena):

“…Però è stata una bella giornata, bella libera, stupida. Come quando s’era ragazzi. Chissà quando ne capiterà un altra.”

Semplicità, gioia di vivere, amicizia. La scena che penso rappresenti di più il significato dei film. Sentimenti che non possono che essere malinconici di fronte alla durezza della vita. Ma sempre bellissimi.

  • AMICI MIEI – ATTO II

Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Amici_miei_atto_II

Va notato un messaggio finale del film (frainteso molto spesso), un messaggio che dà al sentimento dell’amicizia un alto significato simbolico. I tre amici portano il conte Mascetti ai campionati di atletica per paraplegici: il conte Mascetti corre in carrozzina ed è ultimo nella competizione […]

In realtà non è solo questo, la chiave corretta per interpretare quest’ultimo stralcio di pellicola è proprio nella definizione della commedia all’italiana. Infatti si nota che il Mascetti si è iscritto alla gara come rappresentante del Pisa e che sta perdendo la gara ‘di proposito’ per far figurare i Pisani ultimi in classifica; si tratta quindi dell’ennesima zingarata. Ricordiamo che i protagonisti vivono a Firenze, e non corrono buoni rapporti tra le due città. Negli attimi finali del film, quel sorriso traverso, strappato ad un uomo che credeva di essere ormai abbracciato dalle offese dell’età e della tragedia che l’aveva costretto all’inabilità, e quegli Amici che dimostrano quanto il loro legame sia profondo, continuando ad includere lo sfortunato Mascetti nelle loro trovate e ‘zingarate’, concludono l’ultima burla di questo capolavoro.

Lo spirito goliardico che sbeffeggia la morte, la tristezza, l’angoscia di vivere e (in questo caso) l’handicap fisico rimane ben scolpito nel cuore del gruppo, inossidabile a tutte le disavventure e al passar inesorabile del tempo.

  • AMICI MIEI – ATTO III

Da: http://it.wikipedia.org/wiki/Amici_miei_atto_III

Amici miei atto III (1985), per la regia di Nanni Loy, è l’ultimo episodio della saga dedicata ai terribili amici toscani.

Gli sceneggiatori sono gli stessi ma secondo la critica il risultato non riesce ad essere all’altezza dei precedenti episodi, girati da Mario Monicelli.

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Syndicate

Posted by wladipedia su 20 settembre, 2008

Da: http://eracyberpunk.altervista.org/recensione_syndicate.htm

[…] Sindycate fu il più grande successo in casa Bullfrog. Nell’inghilterra del 1993, sbocciava un fiore di rara bellezza. Innovativo, violento e poco “polytically correct”, Syndicate fu uno dei primi giochi in assoluto a far allarmare tutte le mamme benpensanti Americane. […] Con la sua palette grafica di otto colori ad alta risoluzione ( una novità per allora! ), il gioco si presentava come uno strategico in tempo reale con visuale isometrica dall’alto.
Precursore dell’ultra-violence e di strategici odierni come “Commandos”, Syndicate fu molto criticato all’epoca per il tasso eccessivo di violenza e per il sangue delle nostre vittima ben in vista.
Riguardo alla giocabilità, il tutto si gestisce via mouse, con il puntatore pronto per l’uso. Un’unica ma mai stancante musica d’accompagnamento che fa molto “spionaggio” ci accompagnerà per il corso di più di trenta missioni, e vi posso assicurare che fino all’ultimo, apocalittico combattimento, non ne avrete mai basta, forte di un fantastico game-play e di un’atmosfera Bladerunneriana come ce ne sono poche. […]

Cosa aggiungere? Grafica pazzesca per il tempo, tipologia di gioco unica, univa strategia, concentrazione, abilità, riflessi.

Una guerra spietata fra fazioni per la conquista del mondo, lo scopo, conquistare, scortare uccidere chi si ribellava e non ubbidiva. Sprezzanti per la vita dei passanti e delle regole unico scopo era vincere per la nostra corporazione. Usare gli altri agenti per creare nuovi droidi da sacrificare. Favoloso.

Le generazioni migliori sono nate sane con questi giochi, pane, nutella e cartoni jappo! Ammirate!

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Salad Fingers, un corto ermetico e introspettivo.

Posted by wladipedia su 14 settembre, 2008

Una droga, ti prende e ti trascina in un mondo ermetico e introspettivo a cavallo tra sogno e incubo, non ci volevo credere, mi fa schifo questo… questo… coso animato, ma non riesco a farne a meno. Devo vederlo. Mi ossessiona.

Ecco i primi 7 episodi sottotitolati in Italiano:

  • Episodio 1:

  • Episodio 2:

  • Episodio 3:

  • Gli altri episodi:

Episodio 4Episodio 5Episodio 6Episodio 7

I link al sito: http://www.fat-pie.com/salad.htm

P.S. Grazie Paolo De Domini di avermelo fatto conoscere, e perdona la mia stupida scietticità nel averlo avventatamente mal giudicato.

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Ghost in the Shell S.A.C. Solid State Society (The Movie 3)

Posted by wladipedia su 12 settembre, 2008

Da: http://cinemelma.blogspot.com/2007/09/ghost-in-shell-stand-alone-complex.html

[…] Ancora una volta Kenji Kamiyama non si limita ad inscenare ottime scene d’azione, ma piuttosto calca pesantemente la mano sulle tematiche sociali: questa volta tocca all’invecchiamento della popolazione giapponese ed alle crisi che questo crea per lo stato e per le famiglie. […]

[…] Una trama davvero ottima (a livello, se non migliore, di quella di Innocence) e piuttosto complessa, che non tralascia il classico tema delle personalità virtuali, rappresentazione ed emanazione degli esseri umani perennemente connessi in rete – questo sarà anzi un’altro dei nodi fondamentali della storia. […]

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