Metà degli italiani crede nel buon operato di Berlusconi, almeno secondo i sondaggi qua in Italia, chi fa parte dell’altrà metà degli italiani oltre a non essere daccordo con la politica di Berlusconi, accusa fortemente l’informazione di essere per la maggior parte assorbita dal nostro leader e quindi di parte, e fino a qui lo sapevamo tutti.
Per “quelli” di sinistra è certamente dura da mandare giù, ma di certo lo è ancora più dura sia per tutti coloro che sono ancora di destra, ma di quella destra onesta e meritocratica, alla Montanelli (se mi permettete di tirare fuori questo nomone).
Ecco un articolo ed alcuni suoi riferimenti che a mio parere rendono bene l’idea di questo problema italiano:
Come sicuramente ricorderete, qualche settimana fa a Napoli, il premier Berlusconi illustrava ai giornalisti presenti all’uscita del Teatro San Carlo di Napoli il suo indice di popolarità: «I sondaggi che ho io mi danno il 75,1% di consensi, mentre Obama è al 59%. Quindi il mio è un record assoluto»
Tra gli istituti leader mondiali nella sondaggistica c’è senza dubbio la Harris Interactive. Vi proponiamo dunque un recente sondaggio di questo istituto di ricerca. E’ un sondaggio che misura la popolarità dei più importanti leader mondiali, commissionato a Harris Interactive dall’emittente televisiva francese France 24 e dall’International Herald Tribune, quotidiano venduto in più di 180 paesi.
È facile constatare alcune evidenze molto importanti che dovrebbero fare riflettere sulle proprie scelte in futuro:
Il nostro leader politico gode di una bassissima popolarità al di fuori dell’ Italia, agli antipodi invece di quella goduta all’interno del paese, gli altri leader politici di altre nazioni invece hanno una percentuale simile anche se comunque inferiore.
Confrontando la differenza di popolorità estera ed interna dei leader politici delle varie nazioni, possiamo notare come questa possa essere proporzionata alla libertà di stampa goduta dai rispettivi paesi. Difatti la Harris International non lascia spazio a dubbi, scrivendo chiaramente: «La grande differenza tra la popolarità del Primo Ministro Berlusconi in Italia rispetto agli altri paesi è sicuramente il riflesso del suo controllo sulla gran parte dei media italiani».
Infine guardando le posizioni dei leader del sondaggio, Berlusconi potrebbe essere considerato il migliore tra i peggiori, infatti sotto la sua percentuale di gradimento vi sono soltanto dittatori o figure controverse.
Chissà quali sarebbero stati i risultati dei sondaggi se fossero stati fatti fra le persone che utilizzano forme più indipendenti di informazione, come tg24.sky.it/tg24/ o it.euronews.net/. Ai posteri l’ardua sentenza.
Una bella notizia, la Bayer ha venduto meno pesticidi previsti nell’ultimo anno. Buon per noi che saremo meno avvelenati, a quanto pare il biologico non dispiace.
Intanto i ghiacciai in seguito al cambiamento climatico causato dall’inquinamento e non da normali variazioni di temperatura del pianeta continuano a sciogliersi. Speriamo un qualche grande catastrofe che ci decimi e ci faccia svegliare anche se per il momento a rimetterci sono sopratutto quelle persone che ancora vivono in quella nobile povertà fatta di agricoltura e pastorizia per la propria sussistenza.
Questa intervista di alcuni giorni fa mi ha commosso… Michele Santoro potrebbe mettersi in riga o ritirarsi e godersi i soldi e la vita tranquilla. Invece no, va avanti perchè crede in quello che fa, che noi siamo daccordo o meno, va vanti a costo di sacrifici e grandi delusioni, va avanti per quelli che lo guarderanno se riuscirà ad andare im onda, loro non avranno sofferto o sacrificato nulla per quelle due ore di programma ma certamente gli saranno grati e lo apprezzeranno per quello che ha fatto.
Troppi mediocri giornalisti si sono genoflessi al cospetto di corrotti datori di lavoro e politici negando il surriscaldamento climatico o comunque la sua causa umana. Ma adesso che anche Ban Ki Moon (segretario generale delle Nazioni Unite) lancia questo allarme la cosa cambia. Il dubbio che fomentava tanti ridicoli e servizievoli giornalisti è caduto. La gravità delle condizioni climatiche del nostro pianeta ora è una certezza.
Allarme di Ban Ki Moon il mondo va verso il precipizio.
L’allarme del segretario Onu alla Conferenza di Ginevra.
GINEVRA
«Il mondo va verso il precipizio»: è l’allarme sull’accelerazione del surriscaldamento climatico lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, interveuto alla Conferenza sul Clima a Ginevra, in Svizzera, che si conclude oggi.
2 SET – Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha espresso inquietudine per lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico. I dirigenti di tutti i Paesi, ha detto Ban parlando su un’isola dell’arcipelago norvegese delle Svalbard, hanno la responsabilita’ politico-morale di preservare l’avvenire del pianeta.
UNIVERSITA’ARIZONA: MANO UOMO NEL RISCALDAMENTO PIANETA
ROMA – C’é la mano dell’uomo nel rapido surriscaldamento del pianeta cominciato nello scorso secolo. Lo prova il primo studio che descrive dettagliatamente le temperature artiche negli ultimi duemila anni e che sarà pubblicato su Science. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Darrell Kaufman della Northern Arizona University, grazie a documenti geologici e biologici prelevati dai laghi artici, a carote di ghiaccio, agli anelli degli alberi e a simulazioni. Queste informazioni hanno permesso di ricostruire la storia delle temperature della superficie artica negli ultimi duemila anni, decade per decade.
Questa cartina ha svelato un trend delle temperature artiche che é andata verso il raffreddamento fino al ventesimo secolo ma poi improvvisamente negli anni ‘50 l’andamento si è invertito. L’evento di raffreddamento, spiegano i ricercatori, è coinciso con la riduzione dell’insolazione solare generata dal cambiamento dell’orbita della Terra, ma nonostante l’insolazione sia rimasta costante, negli ultimi 50 anni, in concomitanza con l’accumulo dei gas serra in atmosfera, si è verificato un aumento delle temperature artica di 0,7 gradi, centigradi con relativo processo di scioglimento dei ghiacci. “Una incongruità – osserva Kaufman – che fornisce evidenze dell’influenza dell’uomo sul cambiamento climatico”.
Dallo studio, che è durato cinque anni fra la raccolta dei campioni e l’elaborazione dei dati, è emerso che sono gli ultimi dieci anni ad essere i più caldi da duemila anni a questa parte, con temperature più alte di 1,4 gradi rispetto a quelle che ci sarebbero dovute essere se il trend di raffreddamento non si fosse interrotto. In particolare l’Artico, osserva uno degli autori, Jonathan Overpeck dell’Università dell’Arizona a Tucson, “é molto sensibile ai cambiamenti climatici causati dall’uomo e il nostro studio lo dimostra”. Inoltre, aggiunge, qui, “appena le temperature salgono e il ghiaccio si scioglie il surriscaldamento accelera perché c’é meno ghiaccio a riflettere energia solare nello spazio e la terra nuda assorbe i raggi solari facendo aumentare ulteriormente le temperature”.
La richiesta, a cui si aggiunge quella di un risarcimento di 200mila euro per il direttore Concita De Grogorio e altri giornalisti della testata, si riferisce a tutti i servizi dedicati allo scandalo sessuale che ha coinvolto il premier.
Di fatto, insomma, Berlusconi ha già modificato la tradizionale tripartizione del potere caratteristica di tutte le democrazie liberali. Alla faccia di Montesquieu in Italia potere esecutivo e potere legislativo sono più o meno la stessa cosa. Quello giudiziario – o almeno ciò che ne resta – verrà invece sistemato nei prossimi mesi.
Questa evoluzione, anzi questa involuzione, dovrebbe spingere a qualche riflessione sul concetto stesso di democrazia. Basta cioè andare alle urne ogni cinque anni perché un paese possa definirsi democratico? O invece la democrazia è qualcosa di più complesso: qualcosa che ha a che fare non solo con il modo con cui si sceglie chi sta al potere (il voto), ma anche con quello con cui si controlla chi sta al potere?
Il punto, a ben vedere, è tutto qui. E anche se è ovvio che prima o poi il regime berlusconiano finirà (magari con una ben poco democratica congiura di palazzo), è difficile non pensarla come Veronica, la futura ex moglie del presidente del Consiglio, che già in maggio diceva: «Mio marito insegue lo spirito di Napoleone, non quello del dittatore. Il vero pericolo è che in questo paese la dittatura arrivi dopo di lui, se muore la politica, come temo stia accadendo».
Meno male che c’è Giorgio Bocca, ultimo grande vecchio del giornalismo italiano, che a quasi novant’anni ha avuto il coraggio di scrivere sull’ultimo numero dell’Espresso ciò che tutti sanno, ma nessuno osa dire: e cioè che anche insigni esponenti dell’Arma dei Carabinieri hanno avuto (e probabilmente hanno ancora) una parte importante nella connivenza-convivenza fra Stato e mafia. Bocca non ha scritto, naturalmente, ciò che qualche furbastro tenta di attribuirgli per squalificare il suo pensiero: e cioè che “i Carabinieri”, nel senso di tutti e di sempre, hanno convissuto e convivono con Cosa Nostra. Ha scritto invece che:
“il problema numero uno della nazione non è il conflitto fra il legale e l’illegale, fra guardie e ladri, fra capi bastone e le loro vittime inermi, ma il loro indissolubile patto di coesistenza. L’essere la mafia la mazza ferrata, la violenza che regola economia e rapporti sociali in province dove la legge è priva di forza o di consenso. Eppure la maggioranza degli italiani non se ne vuol convincere, si rifiuta di crederlo e quando il capo della mafia Totò Riina fa sapere che l’assassinio del giudice Paolo Borsellino è stato voluto o vi hanno partecipato i tutori dell’ordine, ufficiali dei carabinieri o servizi speciali, il buon italiano si dice: è l’ultima scellerataggine di Riina, mette male nel nostro virtuoso sistema sociale… Massimo Ciancimino, il figlio del sindaco mafioso di Palermo, ha detto o lasciato capire che i carabinieri ‘nei secoli fedeli’ si attennero nelle operazioni di mafia ad attenzioni speciali, clamorosa quanto rimasta senza spiegazioni credibili la mancata perquisizione nella villetta in cui Riina aveva abitato e guidato per anni la ‘onorata società’… Una ragione del ‘comportamento speciale’ della più efficiente polizia italiana verso la mafia c’è ed è evidente: i Carabinieri, come la mafia, non sono qualcosa di estraneo e di ostile alla società siciliana, fanno parte e parte fondamentale del patto di coesistenza sul territorio, di controllo del territorio condiviso con la Chiesa e con la mafia”. [...]
Nessuno ne parla, nemmeno la sezione “Premiati” del sito ufficiale del Premio, eppure Marco Travaglio e Peter Gomez, sono oggi sull’Isola d’Ischia per ricevere, in occasione della serata di premiazione del Premio Ischia di Giornalismo 2009 il riconoscimento di “Blog dell’Anno” per “Voglioscendere“, il Blog di cui sono autori, insieme a Pino Corrias.
La Giuria del Premio Ischia quest’anno è composta, tra gli altri, da Giani Riotta, Lucia Annunziata, Giovanni Floris, Emilio Carelli, Emma Bonino, Paolo Bonaiuti. <<Finamente!>> penserà qualcuno, dopo i riconoscimenti della stampa estera (Nemo Profeta in Patria) anche i giornalisti italiani si sono “accorti” di Gomez, Travaglio e Corrias e li avranno giustamente voluti premiare(?).
Ma neanche per sogno! Il premio per Voglioscendere non è stato votato da questa Autorevole Giuria. Questi Maestri del Giornalismo Italiano hanno preferito premiare ad esempio Augusto Minzolini, attuale direttore del tg1 con un “riconoscimento speciale” (il censurino d’oro?).
Voglioscendere è stato invece votato on line dalla Rete sul sito del Premio Ischia, il che è un riconoscimento che nessuna giuria può dare.