Una bella notizia, la Bayer ha venduto meno pesticidi previsti nell’ultimo anno. Buon per noi che saremo meno avvelenati, a quanto pare il biologico non dispiace.
Intanto i ghiacciai in seguito al cambiamento climatico causato dall’inquinamento e non da normali variazioni di temperatura del pianeta continuano a sciogliersi. Speriamo un qualche grande catastrofe che ci decimi e ci faccia svegliare anche se per il momento a rimetterci sono sopratutto quelle persone che ancora vivono in quella nobile povertà fatta di agricoltura e pastorizia per la propria sussistenza.
Troppi mediocri giornalisti si sono genoflessi al cospetto di corrotti datori di lavoro e politici negando il surriscaldamento climatico o comunque la sua causa umana. Ma adesso che anche Ban Ki Moon (segretario generale delle Nazioni Unite) lancia questo allarme la cosa cambia. Il dubbio che fomentava tanti ridicoli e servizievoli giornalisti è caduto. La gravità delle condizioni climatiche del nostro pianeta ora è una certezza.
Allarme di Ban Ki Moon il mondo va verso il precipizio.
L’allarme del segretario Onu alla Conferenza di Ginevra.
GINEVRA
«Il mondo va verso il precipizio»: è l’allarme sull’accelerazione del surriscaldamento climatico lanciato dal segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki Moon, interveuto alla Conferenza sul Clima a Ginevra, in Svizzera, che si conclude oggi.
2 SET – Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha espresso inquietudine per lo scioglimento dei ghiacci dell’Artico. I dirigenti di tutti i Paesi, ha detto Ban parlando su un’isola dell’arcipelago norvegese delle Svalbard, hanno la responsabilita’ politico-morale di preservare l’avvenire del pianeta.
UNIVERSITA’ARIZONA: MANO UOMO NEL RISCALDAMENTO PIANETA
ROMA – C’é la mano dell’uomo nel rapido surriscaldamento del pianeta cominciato nello scorso secolo. Lo prova il primo studio che descrive dettagliatamente le temperature artiche negli ultimi duemila anni e che sarà pubblicato su Science. Lo studio è stato condotto da un gruppo di ricerca internazionale coordinato da Darrell Kaufman della Northern Arizona University, grazie a documenti geologici e biologici prelevati dai laghi artici, a carote di ghiaccio, agli anelli degli alberi e a simulazioni. Queste informazioni hanno permesso di ricostruire la storia delle temperature della superficie artica negli ultimi duemila anni, decade per decade.
Questa cartina ha svelato un trend delle temperature artiche che é andata verso il raffreddamento fino al ventesimo secolo ma poi improvvisamente negli anni ‘50 l’andamento si è invertito. L’evento di raffreddamento, spiegano i ricercatori, è coinciso con la riduzione dell’insolazione solare generata dal cambiamento dell’orbita della Terra, ma nonostante l’insolazione sia rimasta costante, negli ultimi 50 anni, in concomitanza con l’accumulo dei gas serra in atmosfera, si è verificato un aumento delle temperature artica di 0,7 gradi, centigradi con relativo processo di scioglimento dei ghiacci. “Una incongruità – osserva Kaufman – che fornisce evidenze dell’influenza dell’uomo sul cambiamento climatico”.
Dallo studio, che è durato cinque anni fra la raccolta dei campioni e l’elaborazione dei dati, è emerso che sono gli ultimi dieci anni ad essere i più caldi da duemila anni a questa parte, con temperature più alte di 1,4 gradi rispetto a quelle che ci sarebbero dovute essere se il trend di raffreddamento non si fosse interrotto. In particolare l’Artico, osserva uno degli autori, Jonathan Overpeck dell’Università dell’Arizona a Tucson, “é molto sensibile ai cambiamenti climatici causati dall’uomo e il nostro studio lo dimostra”. Inoltre, aggiunge, qui, “appena le temperature salgono e il ghiaccio si scioglie il surriscaldamento accelera perché c’é meno ghiaccio a riflettere energia solare nello spazio e la terra nuda assorbe i raggi solari facendo aumentare ulteriormente le temperature”.
Vorrei segnalare segnalare un documentario meraviglioso, il 5 Giugno 2009 (Giornata mondiale dell’ambiente)vi è stata l’anteprima mondiale in contemporanea in 87 paesi. In Italia è stato trasmesso su Rete 4 in seconda serata.
[...] Il film Home La nostra Terra è stato girato da Yann Arthus-Bertrand e co-prodotto da Elzévir Films e EuropaCorp, compagnia di Luc Besson. [...] Il film, che È STATO PRODOTTO SENZA FINI DI LUCRO, si pone come obiettivo quello di essere visto dal maggior numero di persone possibili. [...]
Più di un semplice film questa produzione rappresenta un vero e proprio evento ambientalista globale, per il carattere simultaneo, gratuito e multipiattaforma che ne caratterizza la diffusione.
Accrescere il livello di consapevolezza sulla responsabilità di ogni individuo nei confronti del Pianeta è l’ambizioso progetto del regista e dei produttori. I guadagni verranno donati a Goodplanet.org, mentre le emissioni di gas serra, causate dai viaggi aerei e dalle ore impiegate negli scatti fotografici in elicottero verranno compensate attraverso il sostegno di progetti non inquinanti.
LA RECENSIONE DI WLADIPEDIA (NO SPOILER):
A primo impatto il film può apparire un semplice documentario sulla falsa riga di quello proiettato dalla Disney in tutti i cinema solo 13 giorni prima dell’uscita di Home, in realtà il film non si limita a descrivere solo la vita degli animali in quei ambienti naturali ancora incontaminati. Parlando della Nostra Terra, non si può in effetti ignorare l’impatto che l’uomo ha avuto su di essa.
Per questo il film, si divide sostanzialmente in tre parti composte da favolose riprese del nostro pianeta, composte non solo da paesaggi e ambienti naturali incontaminati, ma anche dalle grandi opere dell’uomo, delle varie civiltà e degli effetti che esse ha lasciato sul pianeta, il tutto accompagnato da bellissime musiche classiche molto azzeccate e dalla voce narrante.
La prima parte del film tratta la nascita della terra e dell’armonia tra ambiente e essere viventi che si è sviluppata. Nella seconda parte entra in scena l’uomo, le sue civitltà, da quelle che ancora vivono in stretta simbiosi con la natura, a quella moderna dal grande impatto inquinante. Il film a questo punto è molto crudo e “triste”, maturo e mai eccessivo. Il film non è solo una critica banale e fine a se stessa, infatti nella la terza ed ultima parte il documentario su sposta ad analizzare i nuovi e positivi cambiamenti che l’uomo ha fatto negli ultimi anni a favore dell’ambiente che pur se compromesso può ancora essere in parte salvato.
ATTENZIONE!Il film HOME LA NOSTRA TERRA non va confuso con il film documentario della DisneyNatrure intitolato “Earth, La nostra terra” uscito il 22 Aprile 2009 nei cinema Italiano, dalle immagini molto suggestive ma lontano dai problemi globali.
All’indomani dell’inaugurazione del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi del mega termovalorizzatore, La Terra che uccide è il titolo della terza inchiesta Vanguard presentata da Vito Foderà.
Vanguard è il programma di approfondimento di Current, in onda sul canale 130 di SKY, che associa discussioni in studio con ospiti anche internazionali le indagini sul campo.
[...] Durante l’utilizzo le bottiglie di plastica non garantiscono inoltre la sicurezza igienica propria delle bottiglie di vetro, in quanto possono cedere sostanze indesiderate all’acqua, specie se vengono stoccate in un luogo caldo oppure alla luce del sole. [...]
Migliaia di scienziati hanno complottato per ingannare il mondo. Ma il pianeta sta benissimo e finalmente la verità sta venendo a galla grazie allo straordinario lavoro di ricerca scientifica portato avanti dal piu’ corretto ed obiettivo dei quotidiani italiani: il Giornale.
“Adesso, se i membri dell’Accademia Reale delle Scienze disponessero di una seppur modica quantità d’amor proprio e volessero restituire al Premio Nobel quel poco di rispetto che tutto sommato si merita, dovrebbero convocare a Stoccolma Al Gore e Rajendra K. Pachauri, il presidente dell’Ipcc, Intergovernmental Panel on Climate Change. E lì, nella sala del concerto dell’Accademia Reale di Musica dove nell’ottobre del 2007 il Bibì e il Bibò del «global warming» ricevettero dalle mani di Re Gustavo il Nobel per la Pace – per la Pace! -, degradarli come si fa con gli ufficiali felloni o traditori. Con obbligo di restituire medaglia d’oro, diploma e, soldi sull’unghia, quel milione e centomila euri che ricevettero di prebenda. [...]“
Che importa se i ghiacciai si sciolgano ed i dati medi sulle temperature negli ultimi centanni siano in sostanziale crescita: se domani sentirete freddo, potrete dedurne anche voi l’assoluta e definitiva prova scientifica dell’inesistenza dei cambiamenti climatici. Se invece farà un po’ piu’ caldo, dedicatevi ad altro con serenità: una nuova giornata di freddo arriverà presto, ad ulteriore riprova che il riscaldamento climatico è una colossale cazzata!
Concetti di per sé banali, che in questi giorni abbiamo per fortuna potuto leggere e sentire ripetere da chi il clima lo studia e non si limita a squallide considerazioni da bar, incitanti ad uno scetticismo di maniera. Il problema è che evidentemente questi concetti tanto banali non sono, viste le varie oscenità che abbiamo ascoltato e letto in molti media generalisti in questi giorni di recrudescenza invernale: e non ci riferiamo solo – attenzione – a quei media che dello scetticismo (anzi, del negazionismo) climatico hanno fatto la loro bandiera, ma anche in generale a organi di comunicazione di ben altro spessore, come ad esempio il “Corriere della sera”, “la Stampa”, il Tg2.
Su un’altro articolo dell’edizione odierna possiamo leggere dettagliatamente la strana storia dei «ghiacci artici ritornati ai livelli del 1979», e non vogliamo ritornarci se non per ribadire che una notizia capziosa, parzialmente falsa e pubblicata da un blog americano, è stata trasformata in Italia in una news indicativa e “ufficiale” pubblicata dall’università dell’Illinois.
Aggiungiamo anche altre amenità ascoltate con sconforto in questi giorni: secondo il Tg2 delle 20.30 di martedì 6 esiste un «dibattito tra gli scienziati» sul ruolo che lo scioglimento della banchisa artica può avere nella crescita del livello dei mari: e invece la banchisa, come sa bene chiunque abbia qualche rudimento di glaciologia, non influisce sul livello marino, diversamente dalla calotta artica, cioè dal ghiaccio terrestre. Quindi forse il dibattito che cita il Tg2 sarà avvenuto in qualche casa di cura o in qualche scuola elementare, non certo “tra gli scienziati”.
Roma, 16 dic. (Apcom) – Riqualificare la bontà del latte crudo: è questa l’intenzione di un consorzio che vuole promuovere quest’alimento consumato a prescindere dalla bollitura. “Non risulta un solo caso provato di infezione causata dal consumo di latte crudo acquistato presso distributori automatici, come dimostrano le migliaia di analisi effettuate dal Servizio Sanitario pubblico – scrivono dal consorzio – . Numerose le testimonianze ricevute dai consumatori che ogni giorno continuano a prediligere il latte crudo, malgrado la campagna denigratoria in atto”.
“E’ nostra fondata convinzione che, non il latte, ma gli agricoltori con la vendita diretta dei loro prodotti ai consumatori sono potenzialmente pericolosi per gli interessi dei grandi gruppi economici, in quanto vera alternativa al loro monopolio”, prosegue la nota. [...]
Roma, 16 dic. (Adnkronos Salute) – “Tutti i distributori di latte crudo ora devono riportare la dicitura che ricorda di bollire il prodotto prima di consumarlo. Anche perché oggi ci sono 10 bambini a rischio dialisi per aver consumato il latte non bollito. E francamente mi sono molto stupita del fatto che non si fosse intervenuti prima sulla questione”. Lo ha detto il sottosegretario al Welfare, Francesca Martini, tornando sulla vicenda del latte crudo, a margine di un incontro oggi a Roma su un progetto pilota per merende alla frutta nelle scuole.
Interrogata dai cronisti, la Martini ha aggiunto: “Mi sta bene sostenere i produttori di latte, che hanno subito situazioni paradossali in questi anni, ma è fondamentale informare i cittadini consumatori sui rischi da latte crudo non pastorizzato”, ha sottolineato. [...]
LA PAURA è UNA GRAN COSA!!!
BASTONE E CAROTA… insegnavano i nostri nonni che vennero allevati e nutriti di latte crudo e fresco. Tutti i nostri nonni sanno la verità, ma noi viziati dalle grandi aziende no. I nostri nonni sapevano che il latte crudo faceva bene, che se prelevato da vacche sane in ambienti puliti non c’era pericolo. Si bolliva se il latte poteva essere sporco o se andava conservato per qualche giorno in più. PAURA E CAROTA…!!! Tornate a comprare il latte al supermercato così sarete tranquilli… rilassati. Voglio vedere se comprerete ancora il latte crudo se poi vi tocca bollirlo per stare tranquilli! Scemi si, ma masuchisti no.
Enel è il primo emettitore di CO2 in Italia. Incurante degli obblighi dell’Italia per il rispetto del Protocollo di Kyoto, la società persegue l’obiettivo di arrivare al 50% della propria produzione elettrica da carbone, pianificando di aggiungere oltre 20 milioni di tonnellate di CO2 al ritardo già accumulato dal Paese. Greenpeace continuerà le sue azioni di protesta contro la realizzazione di nuovi impianti a carbone e per la dismissione delle centrali obsolete.
Intanto vi informo nel caso abbiate voglia, che L’ ALTERNATIVA ALL’ ENEL è SORGENIA, cambiare gestore conviene sempre. Per chi ha voglia voglia di fare qualcosa per senstessi e per l’ambiente.
P.S. Ricordo inoltre a tutti che si può smettere di PAGARE l’ 8 x 1000 alla CHIESA e che si può dare il 5 x 1000 a GREENPACE che al momento è più utile. Grazie.
Di fronte a questi obiettivi è evidente la necessità di puntare fin da subito sul rapido dispiegamento
di rinnovabili ed efficienza energetica. Greenpeace denuncia invece che in Italia assistiamo a un
ritorno al carbone che porterà ad un drammatico aumento delle emissioni di gas serra.
Oltre all’impianto di Civitavecchia, che Enel avvierà a breve, esistono progetti di
sviluppo/conversione a carbone anche per le centrali di Porto Tolle (Enel), Piombino (Enel), Vado
Ligure (Sorgenia e Acea), Fiumesanto (Eon), Saline Joniche (Rezia Energie). Tutti questi impianti
hanno infatti avviato una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) presso il Ministero
dell’Ambiente.
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Città MW a Emissioni CO2 Media emissioni CO2 Emissioni CO2
—– carbone Future 2005-2007 aggiuntive
—– (Mt) (Mt) (Mt)
CIVITAVECCHIA 1980 10,3 1 9,3
PORTO TOLLE 1980 10,3 1 9,3
VADO LIGURE 460 2,4 0 2,4
FIUMESANTO 410 2,1 0 2,1
SALINE JONICHE 1320 6,9 0 6,9
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La sola conversione a carbone di Civitavecchia implica l’immissione in atmosfera di nuove
9,3 Mt. Se tutti gli altri impianti a carbone ottenessero un parere di VIA favorevole, avremmo
un ammontare di emissioni pari a 30 Mt. Circa il 60% di queste nuove emissioni sarebbero
dovute ai due impianti Enel.
Enel è di gran lunga il primo emettitore di CO2 in Italia con 46,7 milioni di tonnellate nel 2007: da
sola emette quanto la somma del comparto della raffinazione, dell’acciaio e della carta messi
insieme. La società dichiara nel proprio piano industriale che l’obiettivo di lungo periodo è arrivare
a produrre il 50% dell’energia da carbone. L’impianto in Italia con le maggiori emissioni di CO2 è la
centrale a carbone di Brindisi Sud, con 14,2 milioni di tonnellate nel 2007.