Wladipedia’s Weblog

Tutto quello che interessa a me!

Archivio per Maggio 2009

La ciccina della settimana! Bis!

Pubblicato da wladipedia su 29 Maggio, 2009

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Mi ha colpito molto questa foto, estremamente provocante ma rimanendo nel gioco del vedo-non-vedo. Bella!

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Lo spirito giusto per affrontare la crisi!

Pubblicato da wladipedia su 27 Maggio, 2009

(Versione rimasterizzata dello spot della Coca-Cola)

P.S. Grazie a l’ Ing. Paolo d. D. per la segnalazione di questo capolavoro.

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I conigli di Fibonacci ed il loro rapporto Aureo

Pubblicato da wladipedia su 26 Maggio, 2009

Nell’ arte, nella musca, nella natura, nella matematica, nella mente, nel gusto, regnano dei numeri e un loro rapporto divino.

Ecco alcuni esempi più noti e delle piccole spiegazioni:

Gli artisti e i matematici del Rinascimento tra cui Leonardo da Vinci, Piero della Francesca, Bernardino Luini e Sandro Botticelli rimasero molto affascinati dalla sezione aurea. Allora essa era conosciuta come divina proportione e veniva considerata quasi la chiave mistica dell’armonia nelle arti e nelle scienze.

vitruvio Ne L’Uomo, Leonardo studia le proporzioni della sezione aurea secondo i dettami del De architectura di Vitruvio che obbediscono ai rapporti del numero aureo. Leonardo stabilì che le proporzioni umane sono perfette quando l’ombelico divide l’uomo in modo aureo.

Joconde

RAPPORTO AUREO

Nell’ambito dell’arte e della matematica si indica con sezione aurea il rapporto fra due grandezze disuguali, di cui la maggiore è medio proporzionale tra la minore e la loro somma, mentre lo stesso rapporto esiste anche tra la grandezza minore e la loro differenza.

Tale rapporto vale approssimativamente 1,618. Il numero esatto può essere ricavato dalla formula: formularapportoaureo

Il numero ricavato che esprime la sezione aurea è un numero irrazionale.

La relazione tra il numero aureo e la serie di Fibonacci, rimasta ignota anche a Luca Pacioli, fu scoperta nel 1611 da Keplero. Keplero aveva praticamente scoperto che il rapporto fra due numeri consecutivi della serie di Fibonacci approssimava via via, sempre più precisamente, il numero aureo; difatti:

fibonaccirapportoaureo

aurea

SUCCESSIONE DI FIBONACCI

La successione di Fibonacci è una successione di numeri interi naturali. [...] La sequenza prende il nome dal matematico pisano del XIII secolo Leonardo Fibonacci e i termini di questa successione sono chiamati numeri di Fibonacci. L’intento di Fibonacci era quello di trovare una legge che descrivesse la crescita di una popolazione di conigli.

Assumendo che: la prima coppia diventi fertile al compimento del primo mese e dia alla luce una nuova coppia al compimento del secondo mese; le nuove coppie nate si comportino in modo analogo; le coppie fertili, dal secondo mese di vita, diano alla luce una coppia di figli al mese; avremo che se partiamo con una singola coppia dopo un mese una coppia di conigli sarà fertile, e dopo due mesi due coppie di cui una sola fertile, nel mese seguente avremo 2+1=3 coppie perché solo la coppia fertile ha partorito, di queste tre ora saranno due le coppie fertili quindi nel mese seguente ci saranno 3+2=5 coppie, in questo modo il numero di coppie di conigli di ogni mese descrive la successione dei numeri di Fibonacci.

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I primi 20 numeri di Fibonacci sono: 0, 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55, 89, 144, 233, 377, 610, 987, 1597, 2584, 4181, 6765.

Vedi anche: http://www.math.it/spirale/fibonacci.htm

conoglino

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Berlusconi e quella verità importante.

Pubblicato da wladipedia su 25 Maggio, 2009

Vorrei porre l’attenzione su questo argomento, per niente privato, visto che si tratta della persona più influente d’italia e che ci governa. Alle vostre coscienze la sentenza finale.

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INTERVISTA A GINO, EX FIDANZATO DI NOEMI, LA “CONOSCENTE” DI BERLUSCONI.

Da: http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/parla-gino/parla-gino.html

[...] si decide a raccontare:
“I genitori di Noemi non c’entrano niente. Il legame era proprio con lei. È nato tra Berlusconi e Noemi. Mai Noemi mi ha detto che lui, papi Silvio parlava di politica con suo padre, Elio. Non mi risulta proprio. Mai, assolutamente. Vi dico come è cominciata questa storia e dovete sapere che almeno per l’inizio – perché poi quattro, cinque volte ho ascoltato anch’io le telefonate – vi dirò quel che mi ha raccontato Noemi. Il rapporto tra Noemi e il presidente comincia più o meno intorno all’ottobre 2008. Noemi mi ha raccontato di aver fatto alcune foto per un “book” di moda. Lo aveva consegnato a un’agenzia romana, importante – no, il nome non me lo ricordo – di quelle che fanno lavorare le modelle, le ballerine, insomma le agenzie a cui si devono rivolgere le ragazze che vogliono fare spettacolo. Noemi mi dice che, in quell’agenzia di Roma, va Emilio Fede e si porta via questi “book”, mica soltanto quello di Noemi. Non lo so, forse gli servono per i casting delle meteorine. Il fatto è – ripeto, è quello che mi dice Noemi – che, proprio quel giorno, Emilio Fede è a pranzo o a cena – non me lo ricordo – da Berlusconi. Finisce che Fede dimentica quelle foto sul tavolo del presidente. È così che Berlusconi chiama Noemi. Quattro, cinque mesi dopo che il “book” era nelle mani dell’agenzia, dice Noemi. È stato un miracolo, dico sempre. Dunque, dice Noemi che Berlusconi la chiama al telefono. Proprio lui, direttamente. Nessuna segretaria. Nessun centralino. Lui, direttamente. Era pomeriggio, le cinque o le sei del pomeriggio, Noemi stava studiando. Berlusconi le dice che ha visto le foto; le dice che è stato colpito dal suo “viso angelico”, dalla sua “purezza”; le dice che deve conservarsi così com’è, “pura”. Questa fu la prima telefonata, io non c’ero e vi sto dicendo quel che poi mi riferì Noemi, ma le credo. Le cose andarono così perché in altre occasioni io c’ero e Noemi, così per gioco o per convincermi che davvero parlava con Berlusconi, m’allungava il cellulare all’orecchio e anch’io sentii dalla sua voce quella cosa della “purezza”, della “faccia d’angelo”. E poi, una volta, ha aggiunto un’altra cosa del tipo: “Sei una ragazza divina”. Berlusconi, all’inizio, non ha detto a Noemi chi era. In quella prima telefonata, le ha fatto tante domande: quanti anni hai, cosa ti piacerebbe fare, che cosa fanno tua madre e tuo padre? Studi? Che scuola fai? Una lunga telefonata. Ma normale, tranquilla. E poi, quando Noemi si è decisa a chiedergli: “Scusi, ma con tutte queste domande, lei chi è?”, lui prima le ha risposto: “Se te lo dico, non ci credi”. E poi: “Ma non si sente chi sono?”. Quando Noemi me lo raccontò, vi dico la verità, io non ci credevo. Poi, quando ho sentito le altre telefonate e ho potuto ascoltare la sua voce, proprio la sua, di Berlusconi, come potevo non crederci? Noemi mi diceva che era sempre il presidente a chiamarla. Poi, non so se chiamava anche di suo, non me lo diceva e io non lo so. Lei al telefono lo chiamava papi tranquillamente. Anche davanti a me. Magari stavamo insieme, Noemi rispondeva, diceva papi e io capivo che si trattava del presidente. Quando ho assistito ad alcune telefonate tra Berlusconi e Noemi, ho pensato che fosse un rapporto come tra padre e figlia. Una sera, Emilio Fede e Berlusconi – insieme – hanno chiamato Noemi. Lo so perché ero accanto a lei, in auto. Ora non saprei dire perché il presidente le ha passato Emilio Fede, non lo so. Pensai che Fede dovesse preparare dei “provini” per le meteorine, quelle robe lì”. (Ieri, a tarda sera, durante Studio Aperto, Fede ha affermato di aver conosciuto la nonna di Noemi. Repubblica ha chiesto a Gino se, in qualche occasione, Noemi avesse fatto cenno a questa circostanza. “Mai, assolutamente”, è stata la risposta del ragazzo).

“Comunque, quella sera, sentii prima la voce del presidente e poi quella di Emilio Fede – continua Gino – Non voglio essere frainteso o creare confusione in questa tarantella, da cui voglio star lontano. Nelle telefonate che ho sentito io, Berlusconi aveva con Noemi un atteggiamento paterno. Le chiedeva come era andata a scuola, se studiava con impegno, questa roba qui. Io però ho cominciato a fuggire da questa situazione. Non mi piaceva. Non mi piaceva più tutto l’andazzo. Non vedevo più le cose alla luce del giorno, come piacevano a me. Mi sentivo il macellaio giù all’angolo che si era fidanzato con Britney Spears. Come potevo pensare di farcela? Gliel’ho detto a Noemi: questo mondo non mi piace, non credo che da quelle parti ci sia una grande pulizia o rispetto. Mi dispiaceva dirglielo perché io so che Noemi è una ragazza sana, ancora infantile che non si separa mai dal suo orsacchiotto, piccolo, blu, con una croce al collo, “il suo teddy”. Una ragazza tranquilla, semplice, con dei valori. Con i miei stessi valori, almeno fino a un certo punto della nostra storia”.

Intorno a Gino, questo racconto devono averlo già sentito più d’una volta perché ora che il ragazzo ha deciso di raccontare a degli estranei la storia, la tensione è caduta come se la famiglia, i vicini di casa, gli amici già l’avessero sentita in altre occasioni o magari a spizzichi e bocconi. C’è chi si distrae, chi parlotta d’altro, chi parla al telefono, chi si prepara a uscire per il venerdì notte. Gino sembra non accorgersene. Non perde il filo e a tratti pare ricordare, ancora una volta, a se stesso come sono andate le cose.

“Ho cominciato a distaccarmi da Noemi già a dicembre. Però la cosa che proprio non ho mandato giù è stata la lunga vacanza di Capodanno in Sardegna, nella villa di lui. Noemi me lo disse a dicembre che papi l’aveva invitata là. Mi disse: “Posso portare un’amica, un’amica qualunque, non gli importa. Ci saranno altre ragazze”. E lei si è portata Roberta. E poi è rimasta con Roberta per tutto il periodo. Io le ho fatto capire che non mi faceva piacere, ma lei da quell’orecchio non ci sentiva. Così è partita verso il 26-27 dicembre ed è ritornata verso il 4-5 gennaio. Quando è tornata mi ha raccontato tante cose. Che Berlusconi l’aveva trattata bene, a lei e alle amiche. Hanno scherzato, hanno riso… C’erano tante ragazze. Tra trenta e quaranta. Le ragazze alloggiavano in questi bungalow che stavano nel parco. E nel bungalow di Noemi erano in quattro: oltre a lei e a Roberta, c’erano le “gemelline”, ma voi sapete chi sono queste “gemelline”? Penso anche che lei mi abbia detto tante bugie. Lei dice che Berlusconi era stato con loro solo la notte di Capodanno. Vi dico la verità, io non ci credo. Sono successe cose troppo strane. Io chiamavo Noemi sul cellulare e non mi rispondeva mai. Provavo e riprovavo, poi alla fine mi arrendevo e chiamavo Roberta, la sua amica, e diventavo pazzo quando Roberta mi diceva: no, non te la posso passare, è di là – di là dove? – o sta mangiando: e allora?, dicevo io, ma non c’era risposta. Per quella vacanza di fine anno, i genitori accompagnarono Noemi a Roma. Noemi e Roberta si fermarono prima in una villa lì, come mi dissero poi, e fecero in tempo a vedere davanti a quella villa tanta gente – giornalisti, fotografi? – , poi le misero sull’aereo privato del presidente insieme alle altre ragazze, per quello che mi ha detto Noemi… Al ritorno, Noemi non è stata più la mia Noemi, la mia alicella (acciuga, ndr), la ragazza semplice che amavo, la ragazza che non si vergognava di venirmi a prendere alla sera al capannone. A gennaio ci siamo lasciati. Eravamo andati insieme, prima di Natale, a prenotare per la sua festa di compleanno il ristorante “Villa Santa Chiara” a Casoria, la “sala Miami” – lo avevo suggerito io – e già ci si aspettava una “sorpresa” di Berlusconi, ma nessuno credeva che la sorpresa fosse proprio lui, Berlusconi in carne e ossa. Ci siamo lasciati a gennaio e alla festa non ci sono andato. L’ho incontrata qualche altra volta, per riprendermi un oggetto di poco prezzo ma, per me, di gran valore che era rimasto nelle sue mani. Abbiamo avuto il tempo, un’altra volta, di avere un colloquio un po’ brusco. Le ho restituito quasi tutte le lettere e le foto. Le ho restituito tutto – ho conservato poche cose, questa lettera che mi scrisse prima di Natale, qualche foto – perché non volevo che lei e la sua famiglia pensassero che, diventata Noemi Sophia Loren, io potessi sputtanarla. Oggi ho la mia vita, la mia Manuela, il mio lavoro, mille euro al mese e va bene così ché non mi manca niente. Certo, leggo di questo nuovo fidanzato di Noemi, come si chiama?, che non s’era mai visto da nessuna parte anche se dice di conoscerla da due anni e penso che Noemi stia dicendo un sacco di bugie. Quante bugie mi avrà detto sui viaggi. A me diceva che andava a Roma sempre con la madre. Per dire, per quella cena del 19 novembre 2008 a Villa Madama mi raccontò: “Siamo stati a cena con il presidente, io, papà e mamma allo stesso tavolo”. Non c’erano i genitori seduti a quel tavolo? Allora mi ha detto un’altra balla. Quella sera le sono stati regalati una collana e un bracciale, ma non di grosso valore. E il presidente ha fatto un regalo anche a sua madre. [...]

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La ciccina della settimana!

Pubblicato da wladipedia su 25 Maggio, 2009

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Bella e solare!

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Billi Ballo non ballerà più!

Pubblicato da wladipedia su 22 Maggio, 2009

Mariottide e Billi Ballo sono due grandi stelle che brillano nel cielo, ma adesso una di loro è caduta!

Da: http://www.notiziarioitaliano.it/?sezione=italia&articolo=10018

Una storia triste, quella scoperta e denunciata dalla madre della minorenne agli agenti della Squadra Mobile di Milano. Manette strette ai polsi di Alessio Saro, 33 anni, più conosciuto come “Billy Ballo”, protagonista di un videoclip con l’attore-regista Marcello Macchia, in arte Maccio Capatonda.

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La ciccina della settimana! BIS!

Pubblicato da wladipedia su 22 Maggio, 2009

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Erotismo in spiaggia.

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Ragazza Truzza

Pubblicato da wladipedia su 19 Maggio, 2009

Che ragazza truzza!

Questo Webblog mi sta iniziando a fare schifo, come mai?

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La ciccina ballerina della settimana!

Pubblicato da wladipedia su 15 Maggio, 2009

Provocante e ribelle!

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Vota alle Europee

Pubblicato da wladipedia su 12 Maggio, 2009

Ecco! Le liste per le elezioni alle Europee sono finalmente complete.

Cominciamo con il Popolo delle Libertà in ordine alfabetico:

PDL:

Lucio Barani, ex socialista ed ex Sindaco di Aulla, famoso per avere
inaugurato addirittura Piazza Martiri di Tangentopoli, dove i martiri
di Tangentopoli non sono i derubati, ma sono quelli che rubavano e
infatti la piazza, che si chiamava Piazza Matteotti, è diventata
Piazza Martiri di Tangentopoli con un bel monumento a Craxi. :cry:

Berlusconi, che, essendo Presidente del Consiglio ( come tanti altri
leaders che si candidano, dovrà poi optare tra il Parlamento italiano
e quello europeo ), lui proprio al Parlamento europeo non ci può
andare perché è Presidente del Consiglio, a meno che non decida di
dimettersi da Presidente del Consiglio :rolleyes:

Bonsignore Vito: pregiudicato per tentata corruzione per gli appalti
dell’ospedale di Asti, la Tangentopoli torinese. Tentata corruzione,
perché Bonsignore non aveva fatto in tempo a intascare le tangenti, in
quanto l’avevano preso prima: era un andreottiano, poi era un
casiniano, adesso è diventato berlusconiano. E’ anche indagato per le
scalate bancarie, per concorso in aggiotaggio: è quello di cui D’Alema
diceva “ l’ho incontrato per vedere la destinazione di quel pacchetto
di azioni della BNL”, Bonsignore possedeva il 2% della BNL, che
interessava molto a Consorte: anche questo forse sarebbe meglio
tenerlo lontano dalle istituzioni europee.

Clemente Mastella: di lui sappiamo tutto :cry: Tutt’ora è indagato,
anzi c’è alle viste una richiesta di rinvio a giudizio nei suoi
confronti per la famosa inchiesta di Santa Maria Capua Vetere;
Mastella dovrà essere, con ogni probabilità, processato per tre
episodi di concussione tra riuscita e tentata e alcuni altri reati e,
naturalmente, è passato all’incasso, avendo fatto cadere il governo
Prodi, Berlusconi non subito l’anno scorso, perché la gente ancora si
ricordava che aveva la moglie dentro, ma con un anno di distanza,
confidando nella smemoratezza degli italiani la l’ha messo in lista,
perché molti italiani pensano che le indagini siano finite nel nulla,
mentre invece come abbiamo visto non è vero e quindi facciamo memoria,
almeno noi, di questa vicenda che riguarda l’ottimo ex Ministro della
Giustizia che ci ha regalato l’indulto e tante altre belle leggi!

Patriciello Aldo: ex Udc, anche lui è un condannato imputato in altri
processi, Già Europarlamentare dell’Udc, adesso è ricandidato come
Europarlamentare nel Popolo delle Libertà. Patriciello,ha una condanna
definitiva a quattro mesi per un finanziamento illecito degli anni 90,
è sotto processo in udienza preliminare a Isernia per truffa all’Anas,
nel senso che insieme al fratello Gaetano, che è costruttore, avrebbe
messo in piedi un appalto per la variante stradale di Venafro,
costruita con materiali scadenti che mettevano a rischio la solidità
di quest’opera, per cui l’Anas ha dovuto spendere un sacco di soldi
per consolidare l’opera, una volta finita. Quindi c’è questo processo
che è in corso in udienza preliminare, dove si ipotizzano truffa e
frode nelle forniture di questi materiali scadenti.
Sempre nel gennaio di quest’anno, Patriciello è stato nuovamente
rinviato a giudizio per tentata truffa, abuso e malversazione
stavolta, per un centro di riabilitazione nel Comune di Salcito.

Nino Strano, stava in Alleanza Nazionale, era in Parlamento quando
cadde il governo Prodi, festeggiò tirando fuori una bottiglia di
Champagne e infilandosi anche delle fette di mortadella in bocca: una
scena memorabile che ha fatto il giro del mondo, dissero che mai più
questo signore avrebbe calcato le scene parlamentari, infatti lo
mandano in Europa, non essendo riusciti a rimandarlo in Parlamento!
Per non farsi mancare niente, Strano ha anche una condanna recente in
primo grado a Catania per lo scandalo della cenere lavica.
E’ quindi condannato insieme a Scapagnini, Strano, a due anni e due
mesi in primo grado per abuso d’ufficio e violazione della legge
elettorale. Inoltre, dato che avevano anche svuotato le casse del
comune, Strano ha anche una richiesta di rinvio a giudizio e
conseguentemente è imputato in un altro processo sempre a Catania per
abuso aggravato e falso in atto pubblico, proprio per il buco nelle
casse comunali.

Lega Nord:

Mario Borghezio: è quello che strillò contro Ciampi durante il
discorso che il Presidente Ciampi fece al Parlamento Europeo, sventolò
bandiere, gridò “ abbasso l’Italia” facendosi espellere dall’aula, “
Italia vaffanculo!” questo era l’urlo di Borghezio, parlamentare
europeo italiano, mentre parlava il Presidente della Repubblica
italiano, è quello che va in giro per treni a disinfestare e a
disinfettare le carrozze inquinate, dice lui, dagli extracomunitari; è
quello che guidò, insieme a Calderoli, una famosa marcia di protesta a
Verona contro il Procuratore Papalia, che aveva osato indagare sui
leghisti: alcuni di questi marciatori esibivano una bara.Borghezio ha,
anche lui, la sua bella condanna definitiva, è un pregiudicato anche
lui, due mesi e venti giorni per incendio aggravato con finalità di
discriminazione xenofoba ai danni di alcuni rumeni, che rischiarano di
finire arrosto a causa delle fiaccole che avevano incendiato i loro
giacigli sotto un ponte della Dora, durante un raid delle camice verdi
capitanate da Borghezio.
Borghezio ha anche tentato di avere l’immunità parlamentare europea
per un altro processo: per avere diffamato Clementina Forleo; non
l’aveva diffamata a parole, ma aveva scritto con vernice spray sul
marciapiede davanti al Palazzo di Giustizia di Milano “ vergogna
Forleo”, come fanno i writers , quelli che vorrebbero arrestare,
quelli di questo governo, Borghezio scrisse questa frase sul
marciapiede , “ vergogna Forleo” e quindi la Forleo lo denunciò è lui
tentò di farsi proteggere dall’immunità parlamentare: purtroppo il
Parlamento Europeo ha ritenuto che quell’atto non fosse un reato di
opinione, ma di danno e infatti aveva imbrattato un marciapiede
stradale.

Umberto Bossi: condannato per finanziamento illecito per i 200 milioni
che Carlo Sama, del gruppo Ferruzzi, versò illegalmente alla Lega Nord
nel 1992. E poi Bossi è un altro esempio di parlamentare italiano per
avere più volte insolentito la bandiera, cioè il simbolo nazionale,
dicendo una volta che ci si sarebbe pulito il culo e altre volte
usando altre espressioni ancora più irriferibili.
Anche lui naturalmente si candida al Parlamento europeo anche se,
essendo Ministro, è un po’ difficile che opterà per il Parlamento
europeo.

Brigandin: che è l’Avvocato di Bossi, messinese e leghista, già
Procuratore generale della Padania, ( carica di pura fantasia ) è
imputato davanti alla Cassazione per truffa aggravata ai danni della
Regione Piemonte, per aver procurato – così dice l’accusa – dei
finanziamenti non dovuti a un imprenditore suo amico che sosteneva di
essere stato duramente danneggiato dall’alluvione, mentre invece pare
che l’alluvione non avesse neanche lambito la sua concessionaria di
automobili. In primo grado è stato condannato a due anni, era stato
anche arrestato per questo in appello e invece è stato assolto, la
Procura Generale ha fatto ricorso in Cassazione e quindi il processo è
pendente in Cassazione. Brigandin intanto è parlamentare italiano e
vuole diventare anche parlamentare europeo.

Francesco Speroni: ha avuto un problema per quanto riguarda il
processo di Verona sulle camice verdi, ma poi si è salvato grazie
all’immunità parlamentare. Anche lui era con Borghezio a sventolare
bandiere verdi e a insultare l’Italia durante il discorso di Ciampi
qualche anno fa e, nel 2006, quando gli italiani hanno bocciato al
referendum confermativo la controriforma costituzionale della
devolution, per fortuna, ha così commentato: “ gli italiani fanno
schifo, l’Italia fa schifo perché non vuole essere moderna!”. Uno che
dice che gli italiani fanno schifo chiede il voto agli italiani per
tornare al Parlamento europeo: anche lui ha sempre tuonato contro le
pratiche nepotiste di Roma ladrona e quindi, come assistente
accreditato al Parlamento europeo, si è portato un altro membro della
famiglia Bossi, ovvero il primogenito di primo letto Renzo Bossi, che
studia da fuoricorso all’università, è noto come un appassionato di
automobili e non si è capito bene che cosa ci stia a fare o ci stesse
a fare al Parlamento europeo. Stiamo parlando di portaborse,
assistenti pagati profumatamente con denaro pubblico: pare che
prendano al lordo 12. 000 Euro al mese!

UDC:

Magdi Allam: non ha nessun problema di tipo penale etc. ma è un po’
tanto invasato, ha una rubrica che si chiama Il Crociato, ha un
partito che si chiama Protagonisti per l’Europa Cristiana e si propone
di dichiarare non leciti eticamente addirittura il divorzio e le
unioni tra omosessuali e ha sostenuto, in nome del dialogo con
l’Islam, che l’Islam moderato non esiste e che l’Islam non è una vera
religione buona e anzi il Corano è un libro che incita all’odio, alla
violenza e alla morte. Forse buttare benzina sul fuoco con un
personaggio così stravagante non è il caso, di questi tempi!

Ugo Bergamo: Ugo Bergamo non lo conosce nessuno, è un Avvocato, un ex
Sindaco di Venezia della Democrazia Cristiana, un ex parlamentare
dell’Udc che dal 2005 siede nel Consiglio Superiore della Magistratura
e ha avuto un ruolo fondamentale nello sparare a zero contro i
magistrati di Salerno, il giorno stesso in cui perquisirono il
palazzaccio di Catanzaro.
Promise di provvedere immediatamente per rimuovere questo bubbone (i
magistrati onesti di Salerno), anticipò allegramente il giudizio, come
già aveva fatto la signora Letizia Vacca, contro Clementina Forleo e
Luigi De Magistris e poi fu di parola, perché infatti Nuzzi, Verasani
e Apicella furono tutti cacciati. Questo maestro di morale in casa
altrui era anche passato alle cronache perché, nel 2002, mentre in
Senato si approvava la Legge Cirami, lui fu beccato come pianista: era
una specie di piovra di Laoconte, che votava con molte mani e molte
braccia per i vicini assenti e quindi, naturalmente, era proprio la
figura morale ideale per insegnare l’etica ai magistrati di Salerno.

Ciriaco De Mita: ha 82 anni, è in Parlamento da 46 anni, si è fatto 12
legislature, insomma è stato protagonista di quella meravigliosa
ricostruzione dopo il terremoto dell’Irpinia. Si è salvato per molte
prescrizioni e, soprattutto, per l’amnistia dell’89 da Tangentopoli
per tutti i finanziamenti illeciti che la DC prendeva prima dell’89 e
quindi prima che fosse tutto amnistiato e insomma, è proprio una
giovane promessa della politica che si affaccia sul campo, pronta a
dare il suo contributo al rinnovamento delle classi dirigenti!

Giuseppe Naro: che è un messinese che ha una condanna definitiva a sei
mesi per abuso d’ufficio, in quanto avrebbe acquistato degli
ingrandimenti fotografici, 462 ingrandimenti fotografici con denaro
pubblico per 800 milioni di lire e poi ha avuto due prescrizioni in
altre due inchieste e quindi, naturalmente, è pronto, anche lui, per
l’Europa.

Ferdinando Pinto: è stato processato -e poi con fasi alterne alla fine
è stato assolto, perché mancavano le prove – per aver incendiato il
Teatro Petruzzelli. Ma nel processo civile che gli hanno intentato i
proprietari del Teatro Petruzzelli, di cui lui era il gestore e il
Presidente, è stato condannato a pagare 57 miliardi di lire alla
famiglia dei proprietari: miliardi che non ha mai pagato, perché pare
che il teatro non fosse assicurato.
L’altro giorno, proprio pochi giorni fa, si è aperto il 29 aprile a
suo carico un altro processo penale, davanti al Gup di Bari, perché
lui è accusato di aver depistato le indagini per procurarsi l’impunità
nel processo sul rogo al Petruzzelli e lì la Procura ha chiesto il suo
rinvio a giudizio per reati che vanno dal falso materiale e ideologico
alla contraffazione di pubblici sigilli, alla calunnia, al falso
giuramento della parte, alla falsa testimonianza, alla violenza
privata e alla violenza semplice, il tutto aggravato dalla finalità di
coprire le responsabilità del clan della Sacra Corona Unita e il
famoso clan Capriati, quello del boss di Barivecchia.

Saverio Romano: è indagato per concorso esterno in associazione
mafiosa in Sicilia, a Palermo, per i suoi rapporti insieme a Cuffaro
presunti con il clan Guttadauro e, in più, è sotto osservazione per
certe dichiarazioni che ha fatto il figlio di Ciancimino su certi
regali in denaro che sarebbero arrivati, tra gli altri, anche a lui,
anche se lui legittimamente nega.

Angelo Sanza: E’ lì da undici legislature. Un quasi De Mita lucano che
era uscito da Tangentopoli perché si era accertato che aveva ricevuto
200 milioni dal finanziere Florio Fiorini, ma un giudice molto
spiritoso aveva stabilito che, essendo soldi arrivati da una società
estera, allora non costituivano reato e poi la Procura di Milano fece
appello contro questa sentenza stravagante, ma lo fece fuori termine e
conseguentemente Sanza se la cavò e anche lui lo riportiamo, se tutto
va bene, in Europa, visto che è in Parlamento ininterrottamente
soltanto dal 1972, quando molti di voi credo non fossero mai nati, lui
era già lì.

Dimenticavo! Emanuele Filiberto di Savoia.

MPA: Movimento Per l’Autonomia di Raffaele Lombardo.
Francesco Musotto: è stato assolto con una formula che echeggia la
vecchia insufficienza di prove nel processo per mafia, nel quale il
fratello è stato condannato perché si è accertato che, nella loro
villa al mare, a Finale di Pollina, venivano ospitati alcuni boss
latitanti come Tullio Cannella, Giovanni Brusca, Domenico Farinella e
Leoluca Bagarella, ma evidentemente poco fisionomista, Musotto non se
ne era accorto e infatti è stato assolto, perché non c’erano prove
sufficienti per dimostrare che lui si rendesse conto che quei
simpatici ceffi che si aggiravano per casa sua erano boss mafiosi, i
cui volti campeggiavano in tutte le Questure come i più ricercati tra
i latitanti.

Vittorio Sgarbi: sempre nel Movimento per l’Autonomia, che è stato
condannato per truffa ai danni dello Stato ai beni culturali, è
attualmente Sindaco di Salemi. Un altro equilibratissimo uomo politico
che proprio bisogna assolutamente mandare al Parlamento europeo per
farci fare bella figura!

Raffaele Lombardo: il governatore della Sicilia che, naturalmente, ha
fatto tutta la sua carriera politica a Catania: quella Catania che i
suoi amici e anche lui, in quanto leader, hanno amministrato così bene
da portarla al fallimento.

PD:

Cofferati: che pure è una persona di estremo valore, il quale aveva
dichiarato “ non si può fare il Sindaco a Bologna e il padre a Genova”
e adesso invece farà l’Europarlamentare tra Strasburgo e Bruxelles e
il padre a Genova, forse Bruxelles e Strasburgo sono più vicine a
Genova di Bologna, non si sa! Aveva anche detto “ se mi vedrete
candidato alle europee, siete autorizzati a chiamarmi ciarlatano”

Andrea Cozzolino: questo invece ha dei problemi giudiziari, è
l’Assessore alle attività produttive della Regione Campania e ha
ricevuto un avviso di garanzia proprio nei giorni della candidatura,
con perquisizione in casa sua, perché è sotto inchiesta a proposito
della costruzione di una centrale a biomasse in Provincia di Caserta.
L’impianto si chiama Biopower.

Andrea Losco: altro esponente della politica Campana che è stato
commissario straordinario per l’emergenza rifiuti, così brillantemente
risolta naturalmente, prima di passare la palla a quell’altro genio di
Bassolino. Losco era noto per aver raccomandato – così risulta da un
elenco che è stato trovato negli uffici dell’alto commissariato – ben
14 persone che lavoravano lì dentro. E’ già parlamentare europeo, non
più nell’Udeur ma nella Margherita, rutelliano e adesso si ricandida.

E poi c’è l’Assessore all’agricoltura della Giunta Loiero, Mario
Pirillo
, che ha cambiato una dozzina di partiti: dalla DC al Cdu,
all’Udr, all’Udeur, alla Margherita, al PDM e al PD, e che è stato
appena imputato, con richiesta di rinvio a giudizio, nell’inchiesta “
why not?”, è uno dei 98 per i quali la Procura generale di Catanzaro
ha chiesto il rinvio a giudizio e pare che le accuse vadano dal
peculato all’abuso d’ufficio, alla truffa aggravata per il
conseguimento di erogazioni pubbliche.

Alleanza di Centro

Nell’Alleanza di Centro di Pionati, l’ex mezzobusto RAI, troverete
Tommaso Barbato: è lo sputacchiere, è quello famoso perché sputò in
faccia a Cusumano mentre cadeva il governo Prodi e quindi una preclara
figura di quel calibro non poteva restare fuori dalle liste,
l’Alleanza di Centro di Pionati lo candida e tenta di riportarlo in
auge.

IDV:

Bulletti Carlo: nessun problema giudiziario, ma anche qui stiamo
parlando di questioni di opportunità politica.Ha fatto un po’ il giro
dei partiti anche lui: potremmo definirlo un riciclato, che si trova
sempre più o meno dalla parte giusta. Fa il medico chirurgo, mi dicono
che aveva fatto parte di una coalizione Arcobaleno formata da una
lista civica, Italia dei Valori, Verdi e Comunisti Italiani e poi, a
un certo punto, si è candidato con Lega Nord, Forza Italia, Alleanza
Nazionale e altre liste di destra, poi è tornato tra i banchi
dell’opposizione e, quando è nato il PD, è passato al PD attivandosi
per le primarie e adesso, in occasione dell’ultima campagna
elettorale, è candidato alle europee per l’Italia dei Valori. Forse
bisognerebbe stare attenti a questi candidati che si spostano con
questa frequenza e che, evidentemente, sono continuamente folgorati
sulla Via di Damasco, sempre in dirittura di elezioni.

Sinistra Europea ( che ingloba Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani )

Bruno De Vita: leader di uno dei tanti movimenti di consumatori, è
stato radiato dall’Associazione Stampa Romana per aver licenziato
cinque giornalisti che avevano aderito a uno sciopero.
Che concetto di libertà di espressione!!
La radiazione di De Vita dal sindacato è stata confermata dalla
Federazione della Stampa all’unanimità. Significa proprio che qualcosa
di grosso l’aveva fatto, perché insomma prima di radiare un
giornalista in Italia bisogna veramente che ne abbia fatte di tutti i
colori.

Notizie prese da un articolo di Marco Travaglio.

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