[...] il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parla degli attentati terroristici che hanno colpito Mumbai, provocando la morte anche di un italiano, ”una vittima innocente di una operazione luciferina, chiaramente dettata da Al Qaida”. [...]
E’ un fatto che, da qualunque parte la si voglia guardare e quale che sia il grado di approssimazione sulla sigla dell’organizzazione responsabile della strage, le intelligence indiana, inglese, americana e russa, siano concordi nell’escludere un coinvolgimento diretto di Al Qaeda e della sua struttura di comando.
Wladipedia:
Il mio commento, è OVVIO che una motivazione seria ci sia, anche se sbagliata cè per forza. Difficile credere che non sia stata rivendicata chiaramente subito come conseguenza di qualcosa ben precisa perpetuata nel tempo. La cosa più facile da pensare sè che sia stata tenuta nascosta al fine di non fare il gioco dei terroristi. Ma un atto così grave può essere solo l’effetto di una causa altrettanto grave.
[...] l premier non usa mezzi termini: “E’ una alleanza da vecchia politica con Di Pietro che spadroneggia”. Il Cavaliere accusa Veltroni di “inginocchiarsi davanti all’irruenza” dell’ex pm. Berlusconi, nei confronti dell’uomo simbolo di mani pulite, usa espressioni verbali molto chiare: “E’ un uomo di violenza, il contrario di ciò che dovrebbe essere un uomo politico di cui l’Italia ha bisogno”. [...]
[...] Le tredici società multate dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato per «pratiche commerciali scorrette» sono: Telecom Italia, Elsacom, Csinfo, Eutelia, Karupa, Teleunit, Voiceplus, Drin Tv, AbcTrade, Telegest Italia, Aurora Uno, Ot&t, Ivory Network Limited. Il procedimento era stato avviato – spiega l’Antitrust – dopo le centinaia di segnalazioni con le quali i consumatori lamentavano addebiti nella bolletta telefonica relativi a chiamate o connessioni verso numerazioni ’satellitari internazionalì e ’speciali di altri gestorì mai effettuate. Colpevole del caro-bolletta in realtà era quasi sempre l’automatica installazione di ’dialers’, una sorta di virus che altera i parametri della connessione ad Internet impostati sul computer dell’utente, agendo sul numero telefonico del collegamento e sostituendolo con un numero a pagamento maggiorato su prefissi internazionali satellitari o speciali. L’Antitrust bacchetta dunque tutto il gruppo di aziende della filiera, anche Telecom, che «pur non avendo una diretta ed immediata responsabilità civile e contrattuale nei confronti dei consumatori nella determinazione del danno rilevante, ha posto in essere comportamenti contrari alla diligenza professionale».
Telecom, in altri termini, pur sapendo ciò che accadeva sul web «non ha svolto alcuna adeguata attività di sensibilizzazione ed informazione degli utenti finali. Ha anzi sollecitato i pagamenti – fa notare l’Antitrust – senza operare alcuna distinzione, minacciando il ricorso all’esecuzione coattiva o giungendo al distacco delle linee». [...]
Ecco il più lampante e “chiaro” esempio di come si può raggirare i comuni cittadini, attraverso la confusione e il convincimento di regolamentare, salvare, fare pagare le giuste tasse e imporre i giusti obblichi a chi di dovere.
Riporto le parti più salienti dell’articolo di Punto-Informatico, poichè è molto lungo.
[...] Secondo Cassinelli la sua proposta, dunque, limita qualsiasi obbligo ai prodotti editoriali cartacei oppure solo a quelli che definisce giornali online, “ovvero quei siti internet simili, se non identici, alla stampa tradizionale, con una redazione giornalistica regolarmente stipendiata e con la vendita di spazi pubblicitari al proprio interno”. A detta del parlamentare tutto questo “risponde ad una esigenza di liberalizzare la circolazione delle idee ed il mercato delle opinioni, senza introdurre ulteriori appesantimenti e controlli”, al punto che definisce la sua proposta una legge salvablog “in piena antitesi con il ddl ammazzablog presentato dall’ex sottosegretario all’editoria del governo Prodi Ricardo Franco Levi”. [...]
[...] Peraltro, che l’espressione “traggano profitto” del punto “b” possa non riferirsi per gli autori del sito solo all’aspetto economico ma a qualsiasi genere di profitto anche non economico, ad esempio in termini di visibilità o reputazione professionale, sembra indicarlo anche il successivo punto “f”, in cui riferendosi agli autori o gestori dei siti si parla invece esplicitamente di “compensi periodici o salutari per la propria attività di gestione o redazione”. Sulla stessa linea anche il successivo “g”. [...]
[...] Quanto emerge, dunque, è un chiaro tentativo di distinguere come due insiemi separati le attività professionali di informazione da tutte le altre. Il problema, osservano però gli esperti in queste ore, è che questo confine nella realtà delle attività di moltissimi siti è sfumato e quasi impercettibile. Un esperto di cinema, è uno degli esempi che viene fatto, che utilizzasse il suo blog per aggiornare i suoi lettori, esprimendo opinioni e dando informazioni sul cinema, e condisse il tutto con dei banner AdSense, rischierebbe di doversi registrare pur essendo tutto meno che una testata giornalistica, e certo non interessato a recuperare finanziamenti pubblici ma solo a parlare di ciò che lo appassiona con altri utenti della rete [...]
Ebbene, molte persone a questo punto rimarranno “fregate”, inizieranno a decifrare e ragionare sui vari passaggi e dichiarazioni della legge ed ad immaginare situazioni, quali possano essere i blog che incapperanno in tali obblighi ecc… per me sbagliano tutto!!!
Una legge per principio inconfutabile deve essere chiara, ma SOPRATUTTO NON INCORRERE IN CONTRADDIZIONE CON SE STESSA, lasciando il MENO POSSIBILE ALL’ INTERPRETAZIONE SOGGETTIVA l’argomento trattato.
Benchè tale legge si solo UNA PROPOSTA, si può subito dedurre che il fine ultimo non è quello ipocritamente dichiarato, bensì è quello di lasciare la persna comune nel dubbio interpretativo, anche coloro che hanno un opinione si troveranno di conseguenza a che fare con molti facili contradditori (sia in buona fede che in cattiva fede), data la natura fumosa della legge, e quindi NON VI POTRA’ ESSERE UN UNICA VOCE POPOLARE CHE SI INNALZI CONTRO.
A questo punto l’inteligente gioco di “manipolazione popolare” è fatto. La legge (se passerà) andarà a salvare qualcosa così da avere un alibi e tenere alta la voce del contradditorio, le piccole sfumature interpretative potranno essere abilmente adoprate per colpire chi di dovere (il primo blog che mi viene in mente è www.bebbegrillo.it che trae profitto dal punto di vista di immagine personale, anche se non ha banner pubblicitari).
La GIUSTA LEGGE secondo Wladipedia (facile criticare e basta!):
Dato che esiste una libertà di stampa e di opinione, una corretta legge dovrebbe regolamentare esclusivamente i siti ed i blog che traggono profitto in denaro attraverso la pubblicità pagante allo stesso modo in cui avviene nella maggior parte delle testate giornalistiche. Lo stato si dovrebbe preoccupare di TASSARE le GIUSTE RENDITE ma NON DI LIMITARE LE OPINIONI, i pensieri ed in generale le informazioni (che non hanno diritto di autore) e che trovano su internet più spazio anche a livello individuale. In questo mondo virtuale, un individuo, senza investimenti particolari è in grado fare sentire la propria voce molto più di chi può contare esclusivamente in grandi somme di denaro ed aiuti politici. Questa è una grande cosa, ed è molto dubbio il tentativo di regolamentarla.
Penso che sia facile da capire che i profitti diversi da quelli direttamente pecuniari (pubblicità a pagamento, vendita diretta, ecc…), verranno e dovranno giustamente essere tassati solo nello stesso istante che avranno un lucro, ad esempio il guadagno di immagine può portare una persona ad incrementare il proprio lavoro e quindi il proprio fatturato. Questa è l’unica cosa a cui dovrebbe pensare lo stato.
“Regolamentare” con vecchie leggi sull’editoria chi non vende giornali informazione o pubblicità, non ha senso, per il rispetto di tutti esistono già delle leggi contro la pedofilia, la diffamazione, il copyright (in alcuni casi molto obbiettabile) ecc.. il tentativo di inserire nuove regole è un surplus, un mero tentativo di censurara mirata.
Il lupo è furbo, e gli agnelli anche se tanti sono sciocchi, non riusciranno mai ad unirsi e il lupo vincerà sempre.
Non so rendermi conto in che percentuale questi “esseri” rappresentino l’umanità e l’italia. Spero poca. Ma suppongo più di quella che spero.
Certo che se avessi un popolo in cui più della metà delle persone sono di quel genere, le soggiogherei dato che le considererei un popolo inferiore.
Ammetto però che il programma mi affascina, vorrei paventare la possibilità che questi personaggi in realtà fingano, al fine ultimo di bussarsi qualche ciccina che guarda il video, è infatti risaputo che le maialine che la danno facile, vanno sempre con i topini mezzi deficenti, molto montati, snob, fatti di molta apparenza e dediti a cose futili e costosissime, tipo tuning o altro.
Tra essi quindi potrebbe abilmente nascondersi dei geni, invisibili ai nostri occhi perchè attori bravissimi che si calano in questo volgo inferiore e sprezzanti del rispetto di tali esseri che a nulla servono e nulla dicono, tendono a sfruttarli per appagare i propri desideri di qualunque genere e natura.
Grazie a uno dei meglio BLOG giornalistici (Byoblu) ecco un filmato che dimostra come le bellissime campagne italiane vengono mangiate ed avvelenate dal virus berlusconi.