ABORTO e Obiettori di coscienza. Ferrara, ecco perchè sbaglia.
Pubblicato da wladipedia su 6 Aprile, 2008
Attenzione, questo post è serio!
Ecco come un concetto fondamentalmente giusto, nella realtà diventi poi praticamente sbagliato, questo episodio è l’esempio l’ampante di come la teoria dell’amore non sia sempre applicabile in un mondo reale e naturale dove il “medico pietso” diventa solo pietoso e stupido.
Premettendo che è necessario valutare prima quali sono i termini del concetto di “vita umana”, e cioè se si giudica vita solo un qualcosa che si nutre e cresce o un qualcosa che pensa realmente, che ha emozioni ben definite, e che soffre.
Nel primo caso si capisce che tutto è vita, ma è limitativo se lo valutiamo al concetto di “vita umana”, valutando però che il feto è potenzialmente una vita umana allora anche gli sperimini sono potenzialmente vita umana. Se invece vogliamo valutare vita non ciò che lo è potenzialmente, o un qualcosa che è solo in fase di sviluppo, ma ciò che lo è realmente in base a dei ben definiti concetti come, pensiero, sentimenti, ecc… allora un bambino inizia a essere vita solo dopo aver superato un certo periodo del suo sviluppo.
La legge odierna permette l’aborto entro i primi tre mesi, esso è un tempo limte che lascia un ampio margine prima che il feto diventi realmente e concettualmente qualcosa che può essere minimamente valutato come “vita umana”. Quindi non è una legge sbagliata. QUINDI, l’aborto non deve essere valutato come un atto di omicidio.
La parola ultima infine spetta alla donna, ed è facile capire che una simile decisione non può essere che la conseguenza di una situazione difficile che non garantirebbe una vita serena al possibile nascituro.
Dato che il concetto primo è il benessere di chi nasce, ostinarci a dare la vita a tutti costi in situazioni sbagliate è un offesa alla vita stessa. Questa ETICA, non pensa al bene del bambino che nasce ma solo al RISPETTO MATERIALE DELL’ETICA ed è quindi FINE A SE STESSA.
Se la prima cosa a cui una madre pensa è il bene del proprio figlio come può decidere di avviarlo alla vita quando la prima cosa che al proprio figlio mancherà è il normale benessere? è un paradosso! QUINDI, Gli obiettori di coscienza fanno del male, sono persone probabilmente buone ma stupide.
Una donna che prende una decisione così grave, non potrà che portare il peso di tale decisione prima e dopo l’aborto, come si può pensare che essa NON sia già stata valutata appieno e nel migliore dei modi dalla persona che più ne è coinvolta e che più ne porterà il peso? Chi sono e cosa sanno gli obiettori di coscienza per forzare le scelte di una persona che si trova in una situazione così dura da affrontare? La persona incinta dovrebbe essere aiutata a valutare la situazione in maniera OBBIETTIVA, perchè gli sarà molto difficile, e quindi non accostargli un obbiettore che è una persona molto di parte perchè ne va della vita di chi potrebbe nascere e anche di tutti quelli che gli stanno intorno, la vita di un bambino cambia la vita anche alle persone che lo accoglieranno.
Non è necessario soffermarci in esempi, guardate il video sotto per averne qualcuno.
ed ecco il risultato di tanta stupidità:
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Wladipedia vuole quindi suggerire a tutti i fanciulli maschietti e femminuccie, che quando fate le vostre intime cosine, è bene chiarire in anticipo alcune idee di base. Non solo per non avere sorprese e trovarci a combattere anche col proprio patner, ma sopratutto per evitare di farsi manipolari da quegli obiettori di coscenza che nulla sanno della vostra vita e della vostra situazione e mai potranno giudicare in modo obbiettivo. Le uniche persone che possono decidere siete voi e voi per decidere bene dovete decidere senza pressioni e a mente (il più possibile) lucida.
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Fine.
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federico detto
giustissimo sono pienamente d accordo con quello che dici ”parole sante wladi” .
per questo voglio proporre wladi for president . cari utenti di wladipedia facciamo diventare un sogno realta .
francesca detto
l’aborto ci vuole, soprattutto xkè viviamo in uno stato laico e poi vorrei vedere se gli violentassero la figlia e quest’ultima rimarrebbe incinta……………………
achille della ragione detto
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La 194 del 22 maggio 1978, ufficialmente legislazione in difesa della maternità, in pratica normativa che regola l’interruzione volontaria della gravidanza, introdusse la facoltà per il personale medico e paramedico di esercitare l’obiezione di coscienza, una possibilità della quale usufruirono una percentuale preponderante degli aventi diritto e non solo, ricordo infatti che nell’ospedale dove lavoravo i primi due colleghi che si precipitarono in direzione sanitaria furono due oculisti!
La legge, frutto all’epoca di un ipocrita compromesso tra cattolici e forze di sinistra, ha compiuto trenta anni di vita, mostra vistose incongruenze che il tempo ed alcune scoperte scientifiche hanno accentuato e necessita urgentemente di alcune modifiche, in primis la possibilità di scelta del medico da parte della paziente. Un argomento scottante, che cerco da tempo di far giungere, se non nelle aule parlamentari, almeno sui mass media per un confronto sereno tra idee contrastanti, ma in questo articolo vorrei concentrare la discussione unicamente sul problema dell’obiezione di coscienza, segnalando ai lettori due mie contributi recenti, che sono stati pubblicati sui due principali quotidiani del Paese: la Repubblica ed il Corriere della sera.
Egregio dottore,
l’obiezione di coscienza è un diritto sacrosanto, previsto in molte legislazioni europee, che permette ai sanitari di non avere una parte attiva in prestazioni mediche contrarie ai propri principi morali.
Lentamente questa facoltà è stata allargata a dismisura, dando luogo a comportamenti paradossali, come il portantino che non vuole accompagnare una paziente che deve sottoporsi ad interruzioni di gravidanza o il farmacista che si rifiuta di vendere la pillola del giorno dopo, nonostante la presentazione della ricetta ed il farmaco sia regolarmente registrato nella farmacopea. Senza tenere conto dell’obiezione dichiarata per non inimicarsi il direttore sanitario o il protettore politico, uno squallido prosseneta che tutti coloro che esercitano in strutture pubbliche sono costretti ad avere. Molti per quieto vivere o vigliaccheria dimenticano che la coscienza quando non è d’accordo con una legge ritenuta sbagliata o un sentenza avversa quando si è innocenti deve essere pronta a ribellarsi, a costo di essere perseguitati, di non fare carriera, di perdere il lavoro, gli amici, la libertà, al limite anche la vita.
Troppo facile l’obiezione che fa pagare ad altri il costo di una scelta comoda, ma in questi casi non si tratta di coscienza, ma di una pallida parvenza di morale ipocrita e menzognera.
La Repubblica – 19 dicembre 2008, pag 32
Caro Romano,
in riferimento alla lettera sull’obiezione di coscienza negli Stati Uniti, vorrei precisare che essa, come in Francia, Spagna e Inghilterra, è del tutto ininfluente perché le interruzioni di gravidanza avvengono la gran parte in cliniche private. Una situazione diametralmente opposta a quella dell’Italia dove una legge vecchia, frutto di un difficile compromesso, permette l’aborto solo nelle strutture pubbliche, per cui l’obiezione di coscienza, spesso fasulla, incide pesantemente sui tempi di attesa, esasperando le donne, già costrette ad una scelta sofferta e difficile.
Corriere della Sera – 12 aprile 2009, pag 31
wladipedia detto
in breve?
Lamarck detto
Si potrebbe abortire nelle case di cura private, ma con quali costi? In quei Paesi dove si va spesso nelle strutture private ad abortire si esercita la libertà di scelta a proprie spese. Anzi, vanno nelle strutture private e pagano proprio perché nelle strutture pubbliche i medici obiettori non possono essere discriminati. Mi sembra chiaro che la situazione perfetta non esiste neanche all’estero. Allora, mi chiedo, perché tutti gli Stati occidentali che permettono l’aborto permettono anche l’obiezione di coscienza? Che strano! O l’aborto è un diritto o è un delitto! Non può essere tutte e 2 le cose! Siamo in un mondo schizofrenico!
Lamarck detto
Achille della ragione. il medico che fa l’obiettore per non restare disoccupato è messo come la donna che abortisce per non restare disoccupata. Non vedo la differenza francamente. Potrà dire che i medici non sono obbligati a fare i ginecologi, ma anche le donne non sono obbligate ad fare sesso (le gravidanze derivate da stupro sono una minuscola minoranza). Il problema sono i politici, che condizionano in base alle loro credenze etiche anche le strutture private. Abbiamo visto il comportamento criminoso di Sacconi sul caso Englaro. I politici hanno troppi poteri sille strutture sanitarie. Praticamente la medicina è controllata dai politici. Ci sono anche molti medici che fanno gli obiettori in clinica e fanno aborti a pagamento in privato. Come si spiega? Perché nessuno controlla? E’ chiaro che i politici sono conniventi con i furbacchioni.
Lamarck detto
A Francesca ripeto che la grande maggioranza delle gravidenze indesiderate non deriva da stupri ma da piaceri sessuali. Ma i medici non devon permettersi di giudicare le scelte sessuali dei loro pazienti. Occorre rivendicare la libertàà di scelta anche sotto questo profilo. Le donne non dovrebbero vergognarsi di ammettere i propri normali istinti naturali. E poi, è chiaro, se la donna può abortire è meglio anche per il suo compagno. O no?
wladipedia detto
Approvo!